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Museo del Silenzio di Fara in Sabina

Ospitato all’interno del Monastero delle Clarisse di Fara in Sabina, l’allestimento vuole rievocare lo spirito e la quotidianità della vita claustrale, condotta lungo un cammino di silenzio e contemplazione. Il suggestivo sistema di suoni e luci anima via via l’ambiente buio, raccontando gli oggetti simbolo delle attività che si svolgono nel monastero, dai breviari al rosario, dalle stoviglie ai vasi della spezieria. Intanto la voce narrante, unita a una serie di proiezioni sul soffitto, aiuta a immergersi in una dimensione di raccoglimento, ricreando i tratti di un vivere scandito dalla meditazione e dalla preghiera.

Si tratta di un’esperienza che per qualche istante porta lontano, verso un orizzonte antico eppure percepito come nuovo. Oggi al cosiddetto Museo del Silenzio è dedicato un relativamente piccolo spazio del complesso e dichiaratamente esso è solo un modo per entrare nell’atmosfera di raccoglimento e meditazione che anche oggi, con percorsi guidati e programmati, è aperta a tutti i volenterosi che vogliono farne esperienza. Il museo è collocato in una sala di forma rettangolare regolare di circa 60 mq. che era parte dell’antica chiesa di Santa Maria in Castello inglobata nell’edificio monacale seicentesco. Alla sala si accede dall’esterno del monastero, attraverso una ripida stradina, in un ambiente completamente buio dove le teche degli oggetti si illuminano a piccoli gruppi secondo uno schema definito.

Sono stati scelti alcuni temi significativi nella vita quotidiana delle monache: la preghiera, il silenzio, la cucina, la farmacia, la disciplina. I temi sono accompagnanti da una serie di proiezioni sulle volte della sala che sottolineano la funzione degli oggetti. Le proiezioni sono gestite da un sistema informatizzato che consente la visione randomizzata delle sequenze. Il Museo racconta in modo originale ed emotivamente molto toccante la storia e la vita delle Suore Clarisse Eremite di Fara in Sabina, sfiorando l’esperìenza del raccoglimento e della vita eremitica.

A cura di Giuseppe Manzo

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